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lunedì 20 febbraio 2012

IL DISCO ARTIFICIALE CERVICALE NON È ANCORA PRONTO PER LA PRIMA SERATA?
Zechmeister, European Spine Journal, 2011

Per i pazienti con cervicalgia e sintomi radicolari, il disco artificiale cervicale è estremamente attraente. Si tratta di una nuova tecnologia molto pubblicizzata. I fautori affermano che il disco artificiale cervicale conserva l'altezza del disco e la normale lordosi, e che si tratta di un'alternativa alle procedure di fusione che permette di mantenere il movimento.
Tuttavia, una revisione sistematica recente di Zechmeister sottolinea che il disco artificiale cervicale non è pronto per la "prima serata", perché le evidenze degli studi clinici pubblicati presentano molti gap.
La revisione sistematica aveva lo scopo di verificare se la sostituzione del disco cervicale fosse più efficace e/o sicura rispetto alla chirurgia di fusione o al trattamento conservativo in presenza di dolore e/o sintomi neurologici.
Zechmeister ha rilevato che non esistono evidenze che la sostituzione del disco sia superiore per alcuna indicazione. Né la sostituzione del disco cervicale, né la chirurgia di fusione si sono dimostrate più efficaci rispetto al trattamento conservativo, e non esistono evidenze che la sostituzione del disco cervicale sia superiore rispetto alle tecniche di fusione. Inoltre, nessuno dei due trattamenti presentava vantaggi in termini di complicazioni o eventi avversi.

lunedì 12 dicembre 2011


Telethon, tra pochi giorni riparte la maratona
Riparte la maratona televisiva per Telethon, andrà in onda sulle reti Rai dal 16 al 18 dicembre con l'obiettivo di finanziare la ricerca contro malattie gravi e invalidanti. «Fortunatamente siamo vicini alle prime terapie per le prime malattie che abbiamo fronteggiato all'inizio della nostra avventura - sostiene Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Telethon - Raccogliere altri soldi vuol dire dare carburante per la ricerca. Sono certo che gli italiani, nonostante il periodo di crisi, sapranno sostenerci perché è in questi momenti che i nostri connazionali tirano fuori il loro cuore. Crescita, rigore e solidarietà sono le parole che ci accompagneranno da qui in avanti».
Telethon nacque nel 1990, da allora sono stati fatti molti passi in avanti. «La ricerca prosegue a ritmi sostenuti - afferma Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon - con risultati incoraggianti riconosciuti anche dalla comunità scientifica. Facciamo un grande appello alla donazione, proprio ora che siamo vicini al traguardo di cura per una ventina di malattie».
Una delle ragioni del grande successo di Telethon è la trasparenza con cui vengono selezionati i progetti. Telethon, come le principali agenzie mondiali di finanziamento alla ricerca, adotta il sistema della peer review. I Research Program manager di Telethon eseguono la prima selezione, basandosi su principi di efficienza e terzietà. La valutazione nel merito del progetto spetta esclusivamente alla Commissione medico-scientifica, composta da 29 scienziati di fama internazionale, con ridotta presenza di italiani per limitare possibili conflitti di interessi. La Commissione si avvale anche di revisori esterni e indipendenti. Nell'ultimo anno è stato accolto il 15,9% dei progetti posti.

giovedì 20 novembre 2008

Trapianto di trachea

Tecnica trachea anche per altri organi

"Si comincia finalmente a vedere l'applicazione clinica della medicina rigenerativa. Il trapianto di trachea effettuato con successo in Spagna apre nuovi scenari e fa pensare che l'innovativa tecnica utilizzata possa essere estesa anche a strutture analoghe alla trachea: ad esempio la vescica e l'esofago". Parola del direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, che commenta così il primo trapianto di trachea al mondo, senza l'uso di farmaci antirigetto. "La vera novità di questo eccezionale intervento - spiega Nanni Costa all'ADNKRONOS SALUTE - è rappresentata proprio dall'uso di un tessuto ingegnerizzato, che consente di evitare i farmaci immunorepressivi e permette la piena compatibilità dell'organismo ricevente. Almeno in una fase iniziale. L'obiettivo ora - conclude Nanni Costa - è estendere questo tipo di intervento anche per altri trapianti: su tutti la vescica e l'esofago. Organi analoghi alla trachea".

Trapianto di trachea

Trapiantata la prima trachea

Eccezionale trapianto di trachea in Spagna, eseguito da una equipe guidata da un medico italiano. Il primo intervento del genere al mondo, e soprattutto il primo senza l'uso di farmaci antirigetto. L'organo è stato impiantato su una giovane donna di 30 anni, che aveva subito il danneggiamento della trachea a causa di una tubercolosi.
L'intervento è stato realizzato nel giugno scorso da Paolo Macchiarini, responsabile del Servizio di Chirurgia toracica della Clinic de Barcelona, in collaborazione con specialisti del Politecnico di Milano, delle università di Bristol e di Padova. Ne dà notizia la rivista scientifica 'The Lancet'. "La giovane - spiega Macchiarini all'ADNKRONOS SALUTE - aveva sviluppato un collasso della parte terminale della trachea. Purtroppo, il trattamento con le terapie convenzionali (farmaci e stent) non dava i suoi frutti". L'unica soluzione era l'asportazione del polmone sinistro. Ma "a quel punto - racconta l'esperto - abbiamo pensato di proporre alla paziente il trapianto della trachea. Il primo di organo completo e, soprattutto, il primo senza l'uso di farmaci immunosoppressori". Per far sì che il sistema immunitario del ricevente accettasse la trachea senza l'impiego di terapie antirigetto, gli specialisti hanno fatto ricorso a una tecnica di ingegneria tissutale. Il risultato è stato una sorta di organo 'ibrido' tra donatore e paziente.
"La tecnica - riferisce Sara Mantero, del Dipartimento di bioingegneria del Politecnico di Milano, che ha fatto parte del team di Macchiarini - consiste nel prendere un tratto di trachea del donatore cadavere e decellularizzarlo. Contemporaneamente vengono prelevate, e fatte crescere, le cellule staminali ed epiteliali della ragazza. Poi - spiega la Mantero - attraverso un bioreattore rotante, una sorta di camera di plastica che permette di manipolare la trachea del donatore, abbiamo inseminato sulla trachea del cadavere le cellule della paziente, generando così un tratto di trachea totalmente immunocompatibile". L'obiettivo, ora, è utilizzare questa innovativa tecnica anche per il trapianto di altri organi. "Assolutamente sì", conferma Macchiarini. "Il traguardo è quello di utilizzare questa tecnica 'no rigetto' anche per altri tipi di trapianto. Ad esempio per quello della laringe o del colon". Malgrado la soddisfazione per l'intervento perfettamente riuscito, Macchiarini non nasconde un sottile dispiacere. Quello di essere stato costretto a emigrare per mettere in pratica i suoi studi. Il professore, ora cinquantenne, dal 1991 lavora in Spagna. E' uno dei tanti cervelli italiani in fuga. "Purtroppo - commenta con un pizzico di amarezza - in Italia non c'è nessuna possibilità di mettere a frutto le proprie conoscenze scientifiche. Basta guardare tutte le polemiche che si stanno ultimamente sollevando intorno alle università italiane", conclude.